CONNESSIONI

MULTI.VENUE – SIMULTANEOUS – PERFORMANCES

SARTORIA CARONTE
PAGINA DI PRESENTAZIONE
DELLO STRUMENTO “CONNESSIONI”

 

PRESENTAZIONE BREVE

Nel 2020, Sartoria Caronte ha raccolto e concretizzato un’idea innovativa di Mirco Mencacci e Loris Seghizzi mettendo in connessione tra loro sei diversi luoghi del borgo medievale di Lari (Teatro Comunale, Castello dei Vicari, piazze, chiese e studio di registrazione), con l’intento di creare un unico grande palcoscenico, composto da sei diverse location,  per  un’unica performance: una nuova modalità di fruizione, l’incontro e la sinergia tra i linguaggi, la tecnologia e l’arte. 

Le location di spettacolo sono state messe in connessione tra loro attraverso un cablaggio in fibra ottica dedicato esclusivamente alla realizzazione di spettacoli dal vivo dislocati sui diversi palcoscenici. Le proiezioni audio e video permettono agli artisti di agire contemporaneamente e di spostarsi da una location all’altra, di ascoltarsi e vedersi tra loro con latenze pari a zero. 

Connessioni©, è uno strumento tecnologico innovativo che si pone al servizio di performance multimediali in ambienti urbani connessi tra loro. Il suo obiettivo è far convivere contenuti reali e virtuali dislocati in luoghi differenti e gestiti in contemporanea.

Piccoli borghi, parchi archeologici, musei, teatri, luoghi urbani ed extraurbani, diventano nodi di una rete condivisa a disposizione delle arti, della scienza e della promozione territoriale nella sua più ampia accezione. 

Nel progetto Connessioni© sono stati coinvolti docenti universitari quali Simona Brunetti dell’Università degli Studi di Verona (Arti e Geografie / Discipline dello Spettacolo), Salvatore Tedesco dell’Università degli Studi di Palermo (Estetica), Carlo Ventura dell’Università di Bologna (Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale, nonché presidente di VID art|science), Guy Massaux (Académie royale des beaux-arts di Bruxelles), oltre a Piero Chianura (giornalista italiano di riferimento nell’ambito della produzione musicale), John Pascoe (scenografo regista) e Massimo Andreoli (Presidente del Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche e della società Wavents di Venezia), l’amministrazione comunale di Casciana Terme Lari, di Santa luce e imprenditori che hanno visto nel progetto una potenzialità di sviluppo locale, nazionale e internazionale.

1982 – 2009

Gli Albori dell’IDEA

Dal 1982 opera a Lari il Sound Designer larigiano Mirco Mencacci, con il suo studio di registrazione SAM (Sistemi Audio di Memorizzazione), dove negli anni passano nomi importanti del panorama musicale non solo nazionale e, ad oggi, quasi tutto l’Indie Rock italiano.

Sempre a Lari, nel 1998 l’autore e regista teatrale Loris Seghizzi dà vita alla Compagnia Teatrale Scenica Frammenti e nel 1999 lancia LariScena, il primo festival di teatro e arti performative trasformatosi poi in Collinarea, festival che nel 2020 raggiunge la sua ventiduesima edizione raccogliendo negli anni importanti riconoscimenti a livello nazionale.

Nel 1999 Mirco Mencacci e Loris Seghizzi si incontrano iniziando la loro collaborazione. Nel 2001 realizzano insieme il primo Festival del Suono nato da un’idea di Mencacci stesso, un grande evento diffuso in tutto il borgo. I due continuano a lavorare insieme iniziando a prospettare una visione di Lari e delle sue potenzialità che li porta dapprima ad immaginare il borgo medievale come un grande palcoscenico diffuso, un teatro dislocato a cielo aperto, e in seguito alla realizzazione anno dopo anno di nuove edizioni del festival che si basano su questa visione.

Nel 2009 pensano alla possibilità di mettere in connessione tutti i luoghi all’aperto e al chiuso che il paese offre con l’idea di realizzare un giorno lo spettacolo dislocato, ovvero un nuovo modo di proporre lo spettacolo dal vivo.

2010

RISTRUTTURAZIONE

TEATRO

Grazie al lavoro di Scenica Frammenti e all’Amministrazione Comunale di Lari (oggi Casciana Terme Lari), nel 2010 viene ristrutturato il Teatro Comunale che dista poche decine di metri dallo Studio SAM. Oggi il Teatro di Lari è un gioiellino, ristrutturato con meticolosa attenzione e minuziosa scelta dei materiali. Grazie al suo recupero e alla sua maggior valorizzazione, il Teatro, diventa parte integrante del patrimonio storico locale e contribuisce allo sviluppo di molte attività culturali organizzate in collaborazione con gli enti locali.

2010 – 2015

Banda Larga

Con il recupero del Teatro, fulcro dell’attività di Scenica Frammenti, e con la disponibilità del SAM Studio, Loris Seghizzi e Mirco Mencacci pensano alla banda larga come al mezzo ideale per poter connettere questi due luoghi agli altri spazi disponibili nel borgo: il Castello dei Vicari, Piazza Matteotti, il Giardino del Comune a la Propositura di San Leonardo e di Santa Maria Assunta.

Il progetto di “connessione” inizia a vedere la luce nel 2013, quando l’Amministrazione Comunale dà il via ai lavori per ripristinare la pavimentazione del Borgo. I due intravedono quindi l’opportunità di richiedere la posa dei condotti che in futuro avrebbero ospitato il passaggio della fibra necessaria a creare la rete dedicata a Connessioni©.

In quel periodo la fibra ottica non è ancora diffusa come oggi e le stesse compagnie di telecomunicazione iniziano a muovere i primi passi verso quel piano nazionale che vuole portare la Banda Larga in tutte le case degli Italiani. La richiesta di posare i condotti viene presentata in Comune con l’idea più ampia che, oltre all’utilità specifica per il progetto artistico Connessioni©, l’Amministrazione stessa e i commercianti avrebbero potuto usufruire del potenziale offerto dal collegamento digitale per le proprie iniziative. Così, la proposta viene accolta. Il 13 settembre 2014 viene inaugurata la nuova pavimentazione ospitante i condotti. Dal 2015 in avanti il progetto Connessioni© si attua nel reperimento delle risorse economiche e nella ricerca dei possibili partner finanziatori.

2020

COVID

CONNESSIONI CONTRO LA PANDEMIA

Il 2020 è l’anno della pandemia da SARS-CoV-2 e tutto il settore dello spettacolo risente profondamente delle misure di distanziamento sociale previste per il contenimento della diffusione del virus. In questo momento drammatico per il Teatro la situazione di immobilità diventa stimolo per accelerare la realizzazione del progetto Connessioni©  che per il suo carattere di dislocamento del pubblico su un’area più ampia, sposa perfettamente le necessità di distanziamento sociale favorendo la partecipazione di un maggior numero di spettatori.

2020

PRIMO ESPERIMENTO DI RAPPRESENTAZIONE

AIACE

Sempre nel 2020 il Festival riesce a vedere la luce in una rocambolesca corsa contro il tempo, attraverso un percorso disseminato di difficoltà organizzative dovute alle limitazioni causate dalla pandemia, grazie all’intervento del mecenate larigiano Enrico Bendinelli e al supporto dell’Amministrazione Comunale.

L’esecuzione del progetto Connessioni© viene affidata a Sartoria Caronte, neonato gruppo di professionisti operanti nell’ambito dello spettacolo e della tecnologia.

Vengono altresì coinvolti docenti universitari quali Simona Brunetti dell’Università degli Studi di Verona (Arti e Geografie / Discipline dello Spettacolo), Salvatore Tedesco dell’Università degli Studi di Palermo (Estetica), Carlo Ventura dell’Università di Bologna (Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale, nonché presidente di VID art|science), Guy Massaux (Académie royale des beaux-arts di Bruxelles), oltre a Piero Chianura (giornalista italiano di riferimento nell’ambito della produzione musicale), John Pascoe (scenografo regista) e Massimo Andreoli (Presidente del Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche e della società Wavents di Venezia).

Il 23 e 24 luglio 2020, nelle due serate di apertura della 21° edizione del Collinarea Festival, viene presentato in prima mondiale lo spettacolo su palcoscenico dislocato all’interno del borgo. Per l’occasione viene creato uno spettacolo basato su un nuovo tipo di scrittura molto vicina a quella cinematografica. L’evento è rappresentato simultaneamente in più location e in ognuna di queste gli interpreti si trovano di fronte ad un proprio pubblico. Attraverso la fibra ottica interagiscono con gli attori che allo stesso modo recitano negli altri luoghi connessi

L’opera presentata è Aiace (Sofocle), la cui drammaturgia è stata scritta da Loris Seghizzi, e da Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco (premio UBU 2020/21 come miglior attrice) della compagnia Civilleri Lo Sicco (cofondatori della compagnia Sud Costa Occidentale con Emma Dante). Le musiche di Aiace sono prodotte e arrangiate appositamente per lo spettacolo da Benson Taylor. Il disegno sonoro è di Mirco Mencacci (SAM Studio). In apertura dello spettacolo viene proposta in prima assoluta nella modalità dislocata una performance del Collettivo TQS, formato da Olivia Salvadori, Rebecca Salvadori e Sandro Mussida.

2021

SECONDO TEST IN MODALITÀ DISLOCATA

TEMPO INFAUSTO

La ventitreesima edizione di Collinarea Festival vede un ulteriore passaggio di consegne tra Scenica Frammenti, storica associazione che ha ideato e gestito il progetto Collinarea per ventidue anni, e Sartoria Caronte, nata l’anno precedente e a cui era stata affidata la gestione del capitolo CONNESSIONI. Un passaggio tanto importante quanto semplice, dato che la linea artistica e gli intenti progettuali rimangono invariati e che la direzione artistica resta sotto la responsabilità dello storico diretto artistico, Loris Seghizzi.

Collinarea Festival si è svolto dal 20 luglio al 1 agosto e, oltre ai molti spettacoli (tante le prime nazionali, regionali, e progetti ad hoc per Collinarea) laboratori, incontri, in linea con la tradizione della manifestazione, ha dato vita al secondo atto del progetto CONNESSIONI, il progetto innovativo di proposta spettacolo dal vivo dislocato, sfruttando le bellissime location del borgo medievale di Lari. In particolare sono stati utilizzati piazza Matteotti, piazza Vittorio Emanuele e il Castello dei Vicari, oltre al Teatro Comunale dove è stata predisposta la regia centrale. Gli spazi, ovvero i grandi pezzi del puzzle che compongono lo spazio scenico, sono connessi grazie alla fibra ottica e restituiscono quella visione che abbiamo sempre avuto su Lari quale grande palcoscenico a cielo aperto.
Per l’occasione è stato riadattato lo spettacolo Tempo InFausto, prodotto da Contemplazioni, per la regia di Cesare Inzerillo e la scrittura di Loris Seghizzi.

2022

PRIMO SPETTACOLO IN MODALITÀ DISLOCATA

ATROCE FAVOLA

La ventiquattresima edizione di Collinarea prevede, quale evento portante, la realizzazione del primo vero spettacolo dislocato realizzato attraverso lo strumento Connessioni© dopo averlo testato nelle edizioni 2020 e 2021. Viene quindi messa in scena Atroce Favola, un riadattamento di Madama Butterfly di Giacomo Puccini che debutta il 30 e il 31 luglio 2022 a Lari in Collinarea Festival del Suono 2022. L’opera viene quindi presentata sotto forma di favola (atroce), il cui soggetto è legato al grande tema della diversità, a partire da quella culturale, motivo troppo spesso di veri e propri abusi di potere, dove quasi sempre le donne e i bambini rappresentano le prime vittime innocenti.

La Favola è raccontata da un nonno ai propri nipoti e i loro piccoli amici, qui rappresentati da un coro di 16 bambini. Sono proprio loro che, vivendo il loro immaginario contemporaneo, contaminano l’opera lirica con sonorità a loro più familiari, ovvero quelle rock, interpretate nello spettacolo attraverso le musiche dei CCCP, CSI e PGR; dando vita così ad un incontro/scontro tra i generi musicali, il canto, la drammaturgia, la scenografia.

Si tratta di un’opera di commistione tra le arti dislocata in quattro location:
La piazza Matteotti è il porto di Nagasaki, passaggio per l’America che rappresenta la contemporaneità, con la band rock, il narratore e il coro dei bambini. Il Giardino del Comune è la casa giapponese, la memoria del racconto; qui troviamo l’orchestra e i cantanti della sezione lirica ed è il luogo dove si consumano l’attesa e l’amore di Butterfly. II Teatro Comunale ospita il centro di regia video e luci; lo studio SAM è il centro di missaggio e di registrazione del suono.

Le prime due location hanno un proprio pubblico e gli spettatori assistono all’opera completa da punti di vista diversi. Lo spettacolo sfrutta la tecnologia della fibra ottica, traducendo l’esperienza in suono e immagini che si affiancano e accompagnano la componente viva della scena, interpretata da attori, cantanti e musicisti, in tutto 50 artisti coinvolti, oltre all’orchestra di 30 elementi del Teatro Goldoni di Livorno.

È dunque uno spettacolo live che si muove tra il reale e il virtuale, pilotato da due grandi regie professionali da dove sono guidate in remoto tutte le sezioni tecniche (video, luci e suono). Ogni location ha un sistema audio immersivo, proiezione di alta qualità in videomapping su apposita scenografia e sistema di ripresa audio/video. Fanno da sfondo le scenografie naturali del borgo. Ogni luogo è pensato inoltre per stimolare i vari sensi: oltre la vista e l’udito, anche il gusto e l’olfatto. Lo spettacolo ha ospitato una sezione dedicata alla gastronomia, ricreando un’ambientazione congrua all’evento coinvolgendo le botteghe e ristoranti del borgo.

Per la prima volta nella storia dello spettacolo dal vivo, assistiamo ad una rappresentazione dislocata in un borgo medievale, appositamente cablato a servizio della messa in scena. Un unico grande spettacolo che vive tra due palcoscenici a cielo aperto.
Inoltre, grazie a Connessioni©, abbiamo una tecnologia che permette di collegarsi alla regia centrale e ricevere immagini e suono immersivo broadcast pronto per l’emissione web, radio e tv.

2023

SECONDO SPETTACOLO IN MODALITÀ DISLOCATA – L’EVOLUZIONE DELLA RAPPRESENTAZIONE

TURANDOT

ll 2023 è un anno importante perché viene portata in scena TURANDOT – Ombra della luce, una produzione Collinarea Festival del Suono che si contraddistingue per un netto miglioramento tecnico riguardante la modalità di rappresentazione propria del progetto Connessioni.

Rispetto all’anno precedente, anche grazie alle nuove possibilità offerte dal finanziamento del Ministero della Cultura, il progetto registra un grosso salto in avanti e lo spettacolo messo in scena si fa sempre più conforme al potenziale offerto dalla dislocazione della rappresentazione.

La messa in scena di Turandot – Ombra della luce in Connessioni è quindi più evoluta rispetto alle precedenti edizioni grazie a un minuzioso lavoro di progettazione che esalta il carattere “ubiquo” del progetto.

Prende quindi vita un grande lavoro creativo che riguarda un nuovo modo di concepire le scenografie, il progetto luci, la progettazione e la realizzazione professionale di costumi svolta in collaborazione con Manifatture Digitali Cinema. L’interazione tra gli attori ricama un botta e risposta in tempo reale che avviene in posti distanti tra loro ma vicini nello spazio “virtuale” della Turandot. In questa dimensione, anche la musica suonata in piazza dall’Orchestra Amedeo Modigliani di Livorno si intreccia e si fonde con le note di Franco Battiato, contemporaneamente suonate  dalla band situata nel giardino del Comune di Lari. Persino il direttore dell’orchestra canta insieme al cantante della band.

In questo spazio multi-dimensionale, il pubblico vive lo stesso spettacolo da due diversi punti di vista e – all’interno del proprio habitat – prova emozioni diverse, proprie dell’ambiente particolare in cui sono immersi in quel momento. Chi si trova nella piazza è di fronte al Palazzo di Turandot, chi invece si trova nel giardino del Comune è nei sobborghi di Pechino, insieme al popolo.

Lo spettacolo è suddiviso in tre atti fra ai quali il pubblico si sposta da una location all’altra.

In scena ci sono più di 130 artisti – tra attori, musicisti, coro lirico e coro teatrale – che rispetto alle precedenti edizioni vengono filmati, da una troupe cinematografica in movimento. La regia video, di Nico Lopez Bruchi, intesse una trama che si incastra perfettamente nelle scenografie delle due location di rappresentazione e fa sì che lo spettacolo unico possa esistere in questa nuova sorprendente modalità.